22 Giugno

…e a dir la verità era già nell’aria da mesi, ma solo da oggi potrete respirarne un po’ anche voi.
Il nostro progetto editoriale parte ufficialmente oggi
da qui!

22 Giugno

…e a dir la verità era già nell’aria da mesi, ma solo da oggi potrete respirarne un po’ anche voi.
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18 Giugno
Dico io ma si potrà andare al concerto dei depeche senza nemmeno aver sentito un solo singolo del nuovo album?
11 Giugno
Un viaggio di Lsd dev’essere qualcosa di molto simile a questo… se sbagliate pusher.
9 Giugno
Qualche giorno fa mi sono letto il pezzo che niconote ha scritto per rolling stones italia sul morphine, leggendario privè del cocoricò.
Che leggerlo è stato un po’ come mettermi seduto in una sala vuota e far partire il proiettore. E mi sono tornate alla mente le immagini di quelle notti surreali, notti che mi hanno accompagnato a lungo e in periodi molto diversi della mia vita.
Ricordo perfettamente la sensazione di piacevole smarrimento che ogni volta mi suscitava. Ricordo la prima volta che ci passai attraverso. Era un corridoio tapezzato di tessuti improbabili, che nel collegare le due sale principali dava su due ambienti raccolti, retro console, dove si esibiva in apertura Vince Vasi nelle sue sessioni Qy lunch. Correva l’anno 2002. Di lì a poco il morphine avrebbe preso le sembianze di una serra. Fu là che conobbi Nicoletta. Nella serra. In quell’ambiente naturale e sintetico, verde di piante e di neon. Quella sera Nicoletta mi porse un bicchiere di una strana mistura, ovviamente verdissima. Non poteva nascere sotto una luce migliore il nostro incontro. Il sodalizio fu istantaneo. Nel frattempo il morphine continuava a mutare, si ricollocava in ambienti diversi, come a volersi nascondere per poi sbalordire chiunque vi capitasse, fosse tanto il fedele habitué quanto il technomane sbambocciato che arrivava dalla piramide in cerca del cesso.
Il periodo optical bianco e nero. Il periodo orientale. Quando poi fu all’aperto con albero di natale annesso, in piena estate. E quando fu un cantiere con lavori in corso e sacchi di cemento ovunque.
Le notti al morphine erano notti che sapevi di poter vivere quella notte sola, e solo lì.
Erano notti che si bruciavano e si consumavano ad una velocità tutta loro. E ad ogni notte di quelle notti, sapevi che non ti saresti potuto trovare in un posto migliore.